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Ricerca

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MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA
PROGRAMMI DI RICERCA - ANNO 2001

  • Coordinatore Scientifico: Michele Ciliberto
  • Titolo della Ricerca: Dio, natura e mondo nella filsofia moderna
  • Finanziamento assegnato:  180.760
  • Rd-Ra:  95.028
  • Durata:  24 Mesi

Obiettivo della Ricerca

Il programma di ricerca intende analizzare il problema del rapporto tra Dio mondo e natura e la sua complessa modificazione nell'ambito della filosofia moderna lungo i seguenti piani di ricerca, nei quali si intrecciano riflessione cosmologica, riflessione teologica e riflessione giuridico-antropologica:
1. problema del rapporto tra infinità di Dio e infinità del mondo, con specifico riferimento alla questione della potentia absoluta e potentia ordinata, analizzata attraverso gli scritti di Niccolò Cusano e,soprattutto, di Giordano Bruno
2. processo di costituzione delle nuove "immagini" del sapere intorno a Dio natura e mondo nei progetti enciclopedici seicenteschi
3. individuazione dei rapporti tra diritto divino, diritto naturale e diritto umano nel dibattito giuridico e filosofico protomoderno
4. sviluppo del tema nella tradizione "neoplatonica" da Ficino fino ai neoplatonici di Cambridgeindividuazione dei rapporti tra diritto divino, diritto naturale e diritto umano nel dibattito giuridico e filosofico protomoderno
5. problema del rapporto fra Dio mondo e natura nella filosofia di Spinoza, considerata come momento fondamentale e punto culminante dell'intero processo.
Lungo quest'ambito problematico l'obiettivo fondamentale del programma è la pubblicazione, oltre che di saggi e contributi critici, di nuove edizioni critiche dei testi di Giordano Bruno (con particolare riferimento alle opere mnemotecniche e cosmologiche) e di Baruch Spinoza con particolare riferimento all'epistolario.
A questo scopo è obiettivo del programma organizzare specifici convegni e seminari su:
a) problemi di bibliografia testuale e questioni di carattere ecdotico,
b) questioni di storia della storiografia filosofica concernenti il tema in questione.
Obiettivo del programma è, inoltre, quello di intrecciare l'indagine di ordine storico-filosofico con un'indagine di carattere storiografico, mirante a mettere a fuoco le maggiori interpretazioni che di questo tema sono state date nell'ambito della storiografia moderna e contemporanea.

Innovazione rispetto allo stato dell'arte nel campo

Rispetto allo stato dell'arte il programma di ricerca si propone di mettere in circolazione in edizione critica testi fondamentali della filosofia europea fra '500 e '600, concentrandosi in modo particolare sulle opere mnemotecniche, sul De immenso e sui Libri physicorum di Giordano Bruno e sull'Epistolario di Spinoza;
si propone inoltre di ricercare sistematicamente le fonti antiche, medievali e rinascimentali di queste opere, non limitandosi alle fonti esplicite, ma allargando la ricerca alle fonti implicite e agli intarsi intertestuali. In questo modo il progetto di ricerca si propone di studiare e approfondire l'analisi del rapporto fra Dio, natura e mondo nella filsofia moderna in modo originale, ricercando in esso da una parte gli elementi della tradizione neoplatonica, dall'altra influenza dell'averroismo latino e rinascimentale.

Criteri di verificabilità

  1. organizzazione di seminari e convegni
  2. discussione nazionale e nazionale dei risultati ecdotici e interpretativi
  3. pubblicazione di edizioni critiche e di saggi storiografici.84

Elenco delle Unità di Ricerca

Sede dell'Unità:  Scuola Normale Superiore di PISA

  • Responsabile scientifico:  Chiara Lefons
  • Finanziamento assegnato:  28.922

Compito dell'Unità

L'unità di ricerca curerà l'edizione delle opere mnemotecniche di Bruno adottando la struttura del volume delle opere magiche pubblicato da Adelphi. Più precisamente la struttura sarà la seguente: 1)introduzione a ciascun testo articolata in una sezione filologica e in una interptretativa; 2)testo latino in edizione storico-critica con apparato delle varianti di stampa in calce a ciascuna pagina; 3)apparato dei luoghi paralleli e delle fonti esplicite e implicite, anch'esso in calce a ciascuna pagina del testo; 4) versione italiana a fronte; 5)note di commento al termine di ciascun testo; 7) indici.
Il lavoro si articolerà nelle seguenti fasi: 1) innanzitutto, attenderemo alla ricostituzione storico-critica del testo di Cantus Circaeus e di De imaginum compositione mediante collazione completa di tutti gli esemplari delle edizione originale delle due opere . per gli esemplari conservati in biblioteche italiane facilmente raggiungibili (Firenze, Roma, Milano, Venezia), nella Bibliothèque Nationale di Parigi e nella British Library di Londra pensiamo di effettuare la collazione sul posto con il metodo della sovrapposizione di fotocopie trasparenti. Per gli esemplari che si trovano in città quali Chicago, New York, Helsinki, Leningrado, Mosca, Varsavia e simili, il modo più veloce e soprattutto più economico per collazionarli è ricorrere a un'apposita attrezzatura non disponibile in Italia, presente invece in Germania, nella Herzog August Bibliothek. Per questo secondo modo di collazione è necessario disporre di stampe da microfilms: provvederemo perciò, con le risorse finanziarie che la Scuola Normale Superiore ci metterà a disposizione nei prossimi mesi, a far stampare i microfilms degli esemplari che collazioneremo a Wolfenbuttel. Parallelamente al lavoro di collazione Chiara Lefons compirà la traduzione del De imaginum compositione e Rita Sturlese quella di Explicatio triginta sigillorum. Per De umbris, Cantus Circaeus e Sigillus sigillorum si prevede di utilizzare, con qualche modifica, la recente versione italiana di Nicoletta Tirinnanzi. Per questi due lavori è prevista la collaborazione della dott.ssa Giuliana Crevatin e del dott. Davide Conrieri. 3) Infine, sempre nel primo anno di ricerca, Rita Sturlese terminerà l'apparato delle fonti e dei luoghi paralleli del Cantus Circaeus.
Il secondo anno di ricerca sarà dedicato: 1) alla stesura delle note di commento ai testi di De umbris idearum, Cantus Circaeus e De imaginum compositione; 2)alla stesura delle introduzioni ai testi. Nelle note di commento ci proponiamo di: a) rilevare e illustrare problemi e motivi particolarmente rilevanti per la comprensione storica e filosofica dei tre testi; b) spiegare il funzionamento dei sistemi di memoria descritti nelle sezioni strettamente tecniche. Come ho accennato sopra, al punto 2.4, la comprensione del funzionamento dei complessi sistemi dell'arte della memoria di Bruno costituisce la premessa necessaria per un intendimento della connessione, all'interno della nolana filosofia, tra riforma della mnemonica classica e una nuova concezione di Dio e del mondo. Al problema e all'illustrazione della parte teorica di ciascuna delle opere mnemotecniche bruniane sarà dedicata la sezione interpretativa dell'introduzione; la sezione filologica prenderà invece in esame le varianti di stampa emerse dalla collazione degli esemplari di ciascun testo.


Sede dell'Unità:  Università degli Studi di CAGLIARI

  • Responsabile scientifico:  Andrea Giovanni Orsucci
  • Finanziamento assegnato:  17.560

Compito dell'Unità

Il progetto dell’unità locale affronterà alcune discussioni sul tema ‘Dio, natura e mondo nella filosofia moderna’ in una duplice prospettiva di ricerca. Da un lato verranno affrontate alcune tematiche che emergono nella cultura europea tra ’400 e ’700; dall’altro, si indagheranno interpretazioni e letture sull’argomento che circolano ampiamente nella storiografia filosofica del Novecento.
La ricerca si articolerà intorno ai seguenti punti:
1) Da Erasmo a Bruno: "Philosophia Christi" e polemica anticristiana. Si cercherà di mettere in luce l’impatto del platonismo quattrocentesco sulle discussioni di filosofia della religione del XVI secolo, ripercorrendo una discussione che coinvolge variamente Erasmo (Encheiridion, Encomion morias, Ratio seu methodus, De libero arbitrio) e, per quanto concerne i loro rapporti con la tradizione dell’erasmismo e dello spiritualismo, Tomeo, Curione, Cardano, Steuco (De perenni philosophia) e il Bruno sia delle opere volgari (Spaccio, Cabala) che latine (De immenso, Cantus circaeus).
2) Verranno indagate le modalità in cui si articolarono, tra Seicento e i primi decenni del secolo successivo, il problema del rapporto Dio-mondo e il tema della derivazione del finito dall’infinito. In una prima fase del lavoro di ricerca, saranno studiate le influenze che la tradizione naturalistica rinascimentale esercitò sul pensiero secentesco e sui neoplatonici di Cambridge in particolare. Il recupero di non pochi aspetti legati al naturalismo rinascimentale contribuì infatti a portare a maturazione l’idea dell’inadeguatezza del meccanicismo secentesco cartesiano a definire un’immagine di natura di maggiore ricchezza e complessità. In questa direzione, verranno approfonditi i contributi di autori come H. More, R. Cudworth, J. Glanvill, F. M. van Helmont e C. K. von Rosenroth. Successivamente verrà indagato il ruolo che questo filone di pensiero svolse in seno alla filosofia del primo Settecento e verrà misurata l’incidenza che il recupero della tradizione platonica e neoplatonica di ascendenza rinascimentale ebbe sulle riflessioni condotte sui limiti del meccanicismo cartesiano e sulla necessità di ripensare un’idea di natura in termini più plastici e cioè più rispondenti alle esigenze delle moderne scienze della natura. Questi ultimi aspetti verranno considerati in riferimento soprattutto a Leibniz, ma anche all’ambiente italiano più direttamente influenzato dalle controversie tra meccanicismo e vitalismo.
3) Si cercherà di precisare come la storiografia novecentesca, in particolare Cassirer da un lato e Gentile e la sua scuola (Saitta) dall’altro rileggano il processo di ‘secolarizzazione’ e l’emanciparsi dell’idea di natura dai suoi presupposti teologici nel passaggio da Cusano a Galileo, attraverso l’intrecciarsi delle discussioni e la ripresa di temi neoplatonici e aristotelici tra ’400 e ’600.


Sede dell'Unità:  Università degli Studi di PISA

  • Responsabile scientifico:  Michele Ciliberto
  • Finanziamento assegnato:  38.734

Compito dell'Unità

Il programma di ricerca dell’Unità Locale mira ad analizzare il rapporto tra infinità di Dio e infinità dell’universo, con particolare riferimento da un lato alle posizioni di Cusano, dall’altro al pensiero di Bruno, intrecciando problematiche di carattere teologico con problematiche di carattere cosmologico e antropologico.
Il lavoro si svolgerà su due livelli:
a) ricostruzione della tradizione storiografica che si è misurata con questo problema;
b) analisi specifica dei testi cusaniani e bruniani che consentono di gettare particolare luce sulla questione.
Per quanto riguarda Cusano l’analisi si concentrerà sugli scritti filosofico-teologici, sui sermoni e sulle prediche e, in modo specifico, sul De coniecturis; nel caso di Bruno l’indagine sarà concentrata sui Libri physicorum e sul De immenso. Tale scelta è giustificata dal rilievo fondamentale che per la costituzione della cosmologia bruniana ha la discussione con Aristotele (come si può vedere ampiamente anche dal De infinito) e dal significato complessivo che nell’ambito della filosofia nolana ha il poema latino.
Relativamente ai due testi bruniani obbiettivo dell’unità di ricerca è di presentarne una nuova edizione critica, sulla base del modello costituito dall’edizione delle Opere magiche. A questo fine si svolgeranno i seguenti lavori:
a) individuazione e collazione di tutti i testimoni della tradizione manoscritta e a stampa di queste due opere;
b) ricerca sistematica delle fonti antiche, medievali e rinascimentali nel quadro di una sistematica definizione della “biblioteca ideale” di Giordano Bruno;
c) confronto organico fra il testo manoscritto dei Libri physicorum e l’edizione a stampa del 1891, tenendo conto delle nuove scoperte, fatte nel corso del '900, sulla tradizione manoscritta del testo;
d) costituizione del testo critico corredato di esauriente apparato critico, commento e traduzione.
A questo lavoro di carattere ecdotico ed editoriale si accompagneranno:
a) specifici seminari sui problemi della traduzione dei testi latini rinascimentali;
b)indagini critiche e storiografiche intese a riconsiderare in modo originale il problema del rapporto tra Dio natura e mondo nella filosofia del Rinascimento e le specifiche relazioni che congiungono, su questo tema fondamentale, Bruno da un lato, Cusano dall’altro.
Nell’ambito di questa ricerca un ruolo essenziale sarà assunto dalla questione del rapporto tra potentia absoluta e potentia ordinata in Dio, prendendo le mosse dall’elaborazione medievale per arrivare all’analisi delle posizioni, su questo punto, di Bruno e di Cusano.


Sede dell'Unità:  Università degli Studi di BOLOGNA

  • Responsabile scientifico:  Walter Tega
  • Finanziamento assegnato:  28.922

Compito dell'Unità

Il programma dell'unità di ricerca prevede l'analisi di testi, diagrammi e immagini composti tra XVI e XVII secolo e collegati ai temi della sistemazione e della comunicazione del sapere: summae, commenti a testi classici, enciclopedie, repertori, progetti, ecc.
In particolare si farà riferimento a quelle opere a carattere enciclopedico che si propongono come 'universi artificiali' (dunque non come specchi del mondo, come sistemi universali del sapere capaci di contenere la totalità delle cose, delle parole e dei concetti, e di rappresentarli non tali quali sono, ma adattati e adeguati ai criteri della conoscenza umana. Universi intermedi tra quello sensibile e quello intelligibile, completamente autosufficienti, i quali riconoscono al loro interno e nel loro autore (l'uomo) le leggi del loro funzionamento e la loro stessa legalità.
Specifica attenzione sarà rivolta all'immagine dell'uomo, costruttore e legislatore di questi universi del sapere e alla serie delle discipline (geometria, architettura, prospettiva, retorica, cabala ecc.)individuate come mediatrici tra i molteplici linguaggi della natura e il Verbo divino.
Compito del gruppo di ricerca sarà quello di selezionare analizzare e comparare opere (eterogenee quanto a genere, autore, ambito culturale) significative rispetto al tema della ricerca e rivelatrici del mutamento di mentalità avvenuto all'inizio dell'età moderna.


Sede dell'Unità:  Università degli Studi di TRENTO

  • Responsabile scientifico:  Nestore Pirillo
  • Finanziamento assegnato:  29.955

Compito dell'Unità

L'oggetto della ricerca è posto nella ricostruzione dei nessi che a partire dall’orizzonte storico della prima età moderna legano, mediante l’indicatore del “foro”, idea di Dio, ragione naturale, e umanità dell’uomo trasformando i rapporti tra filosofia e cristianesimo e tra cristianesimo e potere.
L’unità di ricerca si prefigge di indagare questo campo di relazioni, evidenziando i concetti, le dottrine e le tradizioni che compongono il loro fondamento storico, mostrando per il loro tramite in che misura la visione naturale-razionale della legge, della coscienza e del foro, elaborata centralmente a partire da Grozio, lega l’uomo all’ istinto e alla ragione, e fa emergere dal suo interno i caratteri storici del peccato e del reato, la sfera della natura e del civile, della fede morale e della fede religiosa .
In base ai fondi ottenuti si prevede la seguente articolazione della ricerca:
I) a: Seminario sul tema: Foro interno foro esterno. Diritto naturale razionale e il problema della giustizia; b: Seminario sul tema: Tra sacralizzazione e razionalizzazione . Il foro interno, il diritto e l’autonomia dell’etica; c: Seminario sul tema: Alle origini del diritto naturale razionale. Interpretazioni e letture di Grozio nella filosofia e nel pensiero politico del Novecento; d): Seminario sul tema:Diritto naturale razionale e l’interpretazione della riforma.
II) Partecipazione e organizzazione a Trento di un convegno su Grozio, l’eredità rinascimentale e le eresie;
III) Pubblicazione sul tema: Filosofia, cristianesimo e stato di ragione: Il tribunale della coscienza e l’ermeneutica della legge.
IV) Organizzazione di un sito sul tema : “Aspetti del lessico filosofico seicentesco : Dio, natura, mondo nella storia del pensiero filosofico in Italia e nel Trentino.(Su questo tema si è già costituita una rete organizzativa all’interno del “Centro universitario di ricerche su Antonio Rosmini e la storia del pensiero filosofico in Italia”in collaborazione col Museo storico di Trento)


Sede dell'Unità:  Università degli Studi di MACERATA

  • Responsabile scientifico:  Filippo Mignini
  • Finanziamento assegnato:  36.668

Compito dell'Unità

Il progetto si propone di indagare, alla luce di una nuova ipotesi interpretativa, il tema ontologico centrale della filosofia di Spinoza, con riferimento al sistema, alle tradizioni di pensiero in questo implicate, alla discussione con corrispondenti e interlocutori. La novità dell'ipotesi interpretativa, rispetto alla tradizione storiografica, consiste essenzialmente in due assunti:
1. nel considerare l'identità spinoziana di Dio-Natura-Sostanza come espressione di un principio indifferente e indeterminato, nella linea della tradizione già stabilita nella prima filosofia moderna da Cusano e Bruno;
2. nel concepire come costitutiva del principio indeterminato la potentia absoluta, che Spinoza identifica con l'essenza di Dio in E1P34. Alla luce di tale ipotesi, il progetto intende riesaminare il sistema, le principali tradizioni di pensiero in esso implicate e la discussione con corrispondenti e interlocutori contemporanei di Spinoza, testimoniata soprattutto dall'Epistolario.
I. Sistema
Per l'analisi del sistema viene considerata l'intera opera spinoziana, ma con riferimento a tre emergenze testuali prevalenti:
1. Dal «Tractatus de intellectus emendatione» alla «Korte Verhandeling».
2. «Ethica». Evoluzione teorica dell'identità Dio-natura sostanza; evoluzione della dottrina dei modi, infiniti e finiti. 3. «Epistolario». La ricerca si propone due obiettivi: a. Analisi storico-critica della questione in oggetto con particolare riferimento alle lettere 1-4, 6, 8-10, 12, 18-28, 32, 34-36, 43, 51-56, 58, 60, 64, 68-69, 73-78, 80-83. b. Nuova edizione critica dell'Epistolario.
II. Tradizioni e fonti
1. Averroismo latino e rinascimentale. Nessi teorici tra la filosofia di Spinoza e temi centrali della tradizione averroista sono evidenti, ma la relazione non è stata mai adeguatamente studiata sotto il profilo storico e critico. L'analisi dovrebbe muovere da una ricognizione attenta di temi averroistici nella tradizione ebraica, sia precedente Spinoza e documentata in autori come Elia Delmedigo e Joseph Delmedigo, ben noti al filosofo (che possedeva due opere del secondo), sia contemporanea, attestata dalle correnti eterodosse attive nella stessa comunità ebraica di Amsterdam al tempo di Spinoza (si pensi agli studi di Revah su J. De Prado).
2.Classici del pensiero ebraico ben noti a Spinoza, in particolare Filone, «De opificio mundi»; Ibn Gabirol, «Fons Vitae»; U. da Costa tra i contemporanei.
3. Tradizione libertina
E' da approfondire il tema del rapporto di Spinoza con il libertinismo rinascimentale e seicentesco, specie italiano e francese. Un autore che potrebbe essere esaminato, anche come veicolo di teorie altrui è G.C. Vanini («Amphytheatrum aeternae providentiae» e «De admirandis»).
III. Corrispondenti e interlocutori
Il progetto intende spingere più a fondo di quanto non sia stato fatto finora le ricerche sull'ambiente di Spinoza, a partire dai corrispondenti (di qui l'interesse e la necessità di una nuova edizione critica dell'«Epistolario») e dagli interlocutori anche non presenti nell'epistolario.IV. La ricerca si propone di conseguire i seguenti risultati:
1. Edizione critica (latino e nederlandese) dell'Epistolario di Spinoza (F. Mignini e O. Proietti), con nuova traduzione italiana a fronte (R. Bordoli) e commento (congiunto).
2. Monografia sul tema della «potenza» in Spinoza (F. Mignini).
3. Edizione critica e prima traduzione italiana dell'«Exemplar humanae vitae» di Uriel da Costa.
4. F. van den Enden (due opere: F. Mignini e P. Totaro).
5. J. del Medigo: prima traduzione italiana di testi da «Abscondita sapientiae» ed «Elim» (in collaborazione con Joseph Levi).
6. Edizione, trad. italiana e commento di P. Balling, «Het Licht op den Kandelaar» e J. Jelles, «Belydenisse» (O. Proietti e Leen Spreut).